Studio di Psicologia Clinica e Giuridica
10/05/2013, 13:33



E-Vissero-Quasi-Sempre-Felici-e-Contenti.-La-conoscenza-salva-la-coppia.


 Nella vita di oggi molti dei rapporti anche se inizialmente sembrano promettere un senso di armonia equilibrio finiscono perché spesso non si ha il coraggio di esprimere se stessi all’altro, di accoglierlo e sperimentare il senso di appartenenza.Comunic



Gioie e dolori, ecco le conseguenze, fra loro completamente opposte, che possono nascere da una medesima esperienza: la relazione di coppia.
Viene da chiedersi come mai, partendo da una base comune, gli innamorati possano arrivare a percorrere strade fra loro agli antipodi e, per potersi dare una risposta, non si può far altro che fondare l'indagine sul sentimento dell'innamoramento.
Sia nel caso del classico colpo di fulmine, sia in quello di un amore un po' più lento a sbocciare, questa emozione conduce il soggetto colpito dalla freccia di Eros a proiettare sull'individuo amato i propri desideri, le aspettative, i bisogni.
Si tratta quindi ancora di un'esperienza narcisistica dove, in sostanza, non si ama tanto l'altra persona quanto la propria immagine che in lei vediamo riflessa .
Nel corso della vita, alla ricerca di una necessaria completezza, ci si crea un io ideale formato da ciò che amiamo di noi stessi e da ciò che avvertiamo come mancante alla nostra interezza psicologica.
L'innamoramento scatta quando riconosciamo nell'altra persona una delle componenti del nostro io ideale che, automaticamente, si trasferisce all'esterno investendo l'altro ed è di questa parte di noi stessi che ci innamoriamo inizialmente.
Proprio per questa ragione all'inizio di una relazione siamo disposti ad accettare tutto dal partner, non siamo realistici, non ne vediamo i difetti o, anche quando riusciamo ad averne un'idea, li sottovalutiamo e li consideriamo del tutto irrilevanti. In questa prima fase tutto è meraviglioso, tutto è perfetto e non esistono problemi.
Ma siamo destinati ad abbandonare questo paradiso terrestre durante l'inevitabile fase di transizione, che può accadere dopo pochi mesi o dopo anni dall'inizio del rapporto e che dovrebbe portare l'innamoramento a trasformarsi in vero e proprio amore.
La realtà inizia a colpirci negativamente, il partner viene ora valutato in modo realistico, se ne riconoscono i difetti, ci si accorge che è altro da noi e proprio questo altro ci infastidisce.
La passione e il desiderio sessuale dei primi tempi iniziano a calare e nell'altra persona non si trova più risposta ai propri bisogni e ai propri desideri. Sofferenze, rabbia e delusioni diventano, per la coppia impreparata ad affrontare questa improvvisa débacle, una pesante componente della quotidianità.
I conflitti, spesso basati su valori etici, sulle differenze comunicative o organizzative, nascono dalla pretesa di portare l'altro ad adeguarsi nuovamente all'immagine ideale che ci eravamo fatta di lui, cioè all'immagine di noi stessi.
Ecco allora che tutto diventa motivo di discussione, a partire dai figli fino ai soldi, dai rapporti con gli amici fino alla spartizione dei lavori domestici.
Le coppie che riescono ad autoanalizzarsi e a esprimere all'altro il proprio disagio senza mai colpevolizzare o insultare il partner e che utilizzano la discussione come mezzo per capire, per cambiare, per far valere anche i propri diritti ma mai mossi dal solo desiderio di avere sempre e comunque ragione, riescono ad arrivare all'amore. Nasce un rapporto che cresce e migliora ogni giorno, in cui si cerca sempre la verità delle cose e mai l'umiliazione dell'altro e in cui si mantiene sempre, pur nella reciproca diversità, la stima per il partner.
Che fare, invece, quando le cose non vanno esattamente così e quando il protrarsi della crisi sfocia nello spezzarsi del rapporto, nella perdita d'amore e nel disagio psicologico?
Affrontare la disillusione provata nello scoprire i difetti dell'altro di cui non si aveva coscienza e che sembrano essere intollerabili porta a una critica continua e conduce spesso alla separazione.
In più, se sono presenti condizioni di stress di qualsiasi tipo che aumentano la labilità individuale e incrementano la difficoltà di ascolto e comprensione, la miscela può veramente diventare esplosiva.
Se state affrontando una situazione di questo tipo non perdete tempo a rivolgervi a uno specialista prima che l'emotività raggiunga il livello di guardia, le informazioni e le percezioni vengano elaborate in modo distorto ed entrino in gioco idee e comportamenti irrazionali che portano la coppia a una irrimediabile punto di non ritorno.
Pensate, per esempio, a una terapia cognitivo comportamentale di coppia il cui obiettivo è proprio quello di riattivare fra i due partner la capacità di confronto e di comunicazione. Il terapeuta vi aiuterà a indagare, ridefinire e ristrutturare le vostre idee sul rapporto facendovi raggiungere un ménage più produttivo. La metodologia sia attiva sia direttiva dell'approccio comportamentale fa sì che il terapeuta affianchi la coppia durante questo processo di cambiamento mentre i coniugi devono garantire una collaborazione attiva e un impegno costante per ottenere i risultati prefissati.
Tenete presente che difficoltà comunicative, conflitti, problemi sessuali e genitoriali sono i principali ambiti di intervento della psicoterapia cognitivo comportamentale di coppia quindi, se state soffrendo un disagio di questo tipo, non esitate a discutere con il vostro partner la possibilità di un intervento terapeutico.
Le due condizioni base perché questo trattamento sia efficace risiedono sia nella volontà di entrambi i coniugi di rendere duraturo il loro rapporto sia nella presenza di un precedente periodo riconosciuto di comune accordo come piacevole e gratificante.
La terapia cognitivo comportamentale, in presenza di questi postulati fondamentali, vi aiuterà ad affrontare da un differente punto di vista le situazioni ritenute difficili e a modificare, di conseguenza, il vostro comportamento seguendo modalità di risposta più funzionali per la conservazione dello stato di benessere di entrambi i partner.
La metodologia fortemente direttiva della terapia cognitivo comportamentale rivolta alla coppia, in particolare modo nel corso delle prime sedute, tende a risolvere i litigi fra i partner, a sciogliere gli errori di interpretazione delle informazioni e le distorsioni di pensiero, per esempio la tendenza a generalizzare, a esagerare, ad avere preconcetti.
Le idee irrazionali si attenuano lasciando posto a una visione più lucida e a una diversa scala di valori, di convinzioni e di desideri.
Quindi in cosa sarà diverso il vostro rapporto al termine della terapia? Vi accorgerete che, grazie al cambiamento del vostro comportamento, avrete acquisito la capacità di modificare emozioni distruttive come la rabbia o il disprezzo riuscendo a percepire diversamente l'altro rappresentante della coppia. Si può dire che la terapia ha avuto successo quando i due coniugi hanno imparato ad accettare l'altro e l'unicità del loro rapporto e sono consapevoli di come si possano superare le difficoltà attribuendo delusioni, rabbia e frustrazioni non all'incompatibilità di carattere ma a errori di comunicazione che generano incomprensioni.
La conoscenza delle dinamiche e delle interazioni ricorrenti nella relazione di coppia, l'aumento di un sostegno e di una valorizzazione reciproca, la capacità acquisita nel gestire eventuali conflitti e nel comunicare con il partner sono successi della terapia cognitiva comportamentale capaci di dare nuova vita a un rapporto che si pensava ormai esaurito.
Secondo l'approccio di tipo cognitivo comportamentale quel che determina la riuscita di una relazione è la capacità dei due membri della coppia di rinforzarsi l'un l'altro attraverso una reciproca gratificazione e l'innescarsi di un meccanismo di continua rigenerazione dei comportamenti gratificanti. Il "dare per avere" è il cemento delle unioni riuscite al cui interno ognuno dei soggetti coinvolti è in grado di offrire all'altro considerazione, attenta sollecitudine, impegno e responsabiltà, affidabilità e lealtà.
Anche il vostro matrimonio potrebbe acquisire le caratteristiche sulle quali si fondano i ménage felici: avere la capacità di scendere a compromessi con il proprio partner, di accettarlo e di perdonarlo, di prendere decisioni in comune e di agire di conseguenza, assumendo un comportamento quotidiano che non ha più l'aspetto di una resa di fronte alle esigenze dell'altro e che, al contrario, si trasforma in una vittoria e in una crescita sia individuale sia del benessere della coppia.


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