Studio di Psicologia Clinica e Giuridica
23/07/2013, 14:47



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La psicoterapia cognitiva è una tipologia di terapia psicologica, basata su una semplice e fondamentale considerazione scientifica: l’esistenza di una stretta relazione tra pensieri, emozioni e comportamenti dell’individuo. La psicoterapia cognitiva è altresì impostata sulla considerazione che i problemi di natura emotiva, siano condizionati dai proprio pensieri, di uno specifico momento, e dalle proprie azioni. A tale considerazione si è giunti attraverso una ricerca scientifica dalla quale è emerso come le reazioni emotive che un soggetto prova dinnanzi ad una situazione, siano determinate da come esso le interpreta in quel particolare momento. Un esempio concreto del concetto appena esposto è dato da una situazione che può comunemente verificarsi nella vita di ciascuna persona. A bordo di un auto, due amici sono in viaggio per raggiungere una località marittima dove trascorrere le vacanze estive. L’auto si trova su una strada a scorrimento veloce, ad un velocità di circa 100 chilometri orari. Ad un certo punto si sente una sorta sibilo provenire dall’avantreno del veicolo. Il primo amico pensa possa trattarsi ad un rumore causato dal vento e quindi propende per il proseguire il viaggio senza problemi e magari, per estrema sicurezza, dare un’occhiata all’auto nel corso della prossima fermata programmata. Il secondo, supponendo ad un principio di un possibile problema di natura meccanico del mezzo di trasporto, fa presente come sarebbe opportuno fermarsi immediatamente alla prossima piazzola di sosta per valutare possibili problemi ed eventualmente contattare l’assistenza. Questo semplice, ma calzante esempio, evidenzia come le reazioni emotive di un soggetto siano determinate dall’interpretazione che lo stesso ha di un determinato evento in un momento specifico. Il concetto appena presentato, è la spiegazione del perché due soggetti, oppure lo stesso soggetto in momenti differenti, prova ed esprime stimoli e sensazioni differenti dinnanzi ad una stessa situazione con reazioni decisamente individuali e magari opposte.
Ma per quale ragione esiste questo comportamento dell’uomo secondo cui gli eventi vengono interpretati? Secondo quanto evidenzia la psicoterapia cognitiva, questa impellenza viene determinata dal fatto che l’essere umano avverte la necessità di dare sempre e comunque una spiegazione razionale a quanto lo circonda al fine di creare un bagaglio mnemonico (esperienza) grazie al quale riuscire a districarsi rispetto ai tanti stimoli che la vita quotidianamente gli pone davanti. Insomma, è come se si cercassero di creare una serie di convincimenti da cui attingere possibili comportamenti da tenere in determinate e specifiche situazioni. A tal proposito, la psicoterapia cognitiva prevede che ci siano tre livelli di cognizioni:
• Convinzioni Profonde.
• Convinzioni Intermedie.
• Pensieri Automatici.
Le convinzioni profonde sono delle vere e proprie configurazioni di convinzioni che vengono maturate nel corso del tempo e per mezzo delle quali si ha uno schema piuttosto rigido rispetto a se stessi, agli altri e alle relazioni di ciascun con l’altro. Ad esempio, in una squadra di calcio se un atleta che normalmente svolge il ruolo di centrocampista sia convinto di non poter rendere ugualmente bene da difensore, nel corso della propria carriera esso porterà con sé questa sorta di convincimento. Questa sarà la spiegazione che darà a se stesso ogni qualvolta che, schierato in difesa per una qualsiasi ragione dal proprio allenatore, si renderà protagonista di una prestazione non positiva. Questo non vale soltanto per se stessi ma anche per gli altri e per i rapporti con altre persone. Ad esempio, se c’è il convincimento che una persona sia egoista, qualunque cosa questa faccia oppure proponga, rimarrà inconsciamente la sensazione di vedere il tutto come un possibile tornaconto personale. Allo stesso modo, se si è persuasi nel ritenere un rapporto sociale con un individuo improponibile per una presunta incompatibilità caratteriale, con esso non potrà mai crearsi un rapporto di amicizia oppure di qualsiasi altro genere.
Le convinzioni intermedie, che sono influenzate dalle convinzioni profonde, sono delle idee verso se stessi, gli altri oppure l’ambiente che ci circonda, che si insinuano nella mente in base ad una esperienza precedentemente vissuta. A differenza delle convinzioni profonde, quelle intermedie sono molto meno rigide e stringenti, quindi l’individuo, alcune volte può cercare anche di superarle. Si è consapevoli, ad esempio, che ad una gara di corsa campestre non ci si possa e non ci si debba presentare se non dietro ad una attenta e costante preparazione fisica per poter pensare di essere competitivi per la vittoria, allora la convinzione intermedia fa scattare in noi stessi l’opinione dell’umiliazione della netta sconfitta che andremmo a subire qualora non fossimo adeguatamente preparati. Di conseguenza la regola di dover essere sempre pronti e sicuri dinnanzi ad ogni situazione perché questo porterà gli altri ad assumere nei nostri confronti atteggiamenti di stima e rispetto. I pensieri automatici, che sono influenzati dalle convinzioni intermedie, sono delle considerazioni che riguardano uno stato più vicino alla consapevolezza conscia. Considerazioni che possono essere variate con estrema facilità dal soggetto essendo molto più superficiali. Inoltre i pensieri automatici sono i diretti responsabili delle emozioni provate dalle persone caratterizzandone gli stati emotivi presenti e futuri. Si pensi ad una persona che abbia la cognizione profonda di ritenere se stesso una persona molto capace, questo schema porta a elaborare la cognizione intermedia per cui se si riesce a fare una determinata cosa allora considera se stesso un vincente. Infine, tale considerazione può far emergere il pensiero automatico di essere davvero un vincente.
La terapia cognitiva, è dunque una particolare terapia per mezzo della quale si curano convinzioni profonde, intermedie e pensieri automatici che non sono corrispondenti alla realtà delle cose e perciò disfunzionali, e che arrecano problematiche e sofferenze al soggetto interessato. In particolare, la terapia cognitiva considera che alla base di tutti i disturbi di natura psicologica vi sia sempre e comunque un pensiero distorto della realtà.
Una delle applicazioni pratiche della terapia cognitiva è il cosiddetto modello generale della CBT (Terapia Cognitivo – Comportamentale) che può essere utilizzata per diverse problematiche tra cui:
• La depressione (Deck, 1976)
• Disturbi d’ansia come ad esempio la fobia sociale
• Attacchi di panico (Clark, 1999)
• Disturbo post traumatico da stress (Clark,1999)
• La bulimia (Vitousek,1996)
• Schizofrenia (Garety,2001)
• Disturbo ossessivo convulsivo (Salkovskys,1996)
Il concetto che sta alla base della terapia, è quello di capire quali siano i pensieri negativi e soprattutto le cause scatenanti. Lo scopo è fare in modo di giungere alla modifica dei pensieri distorti, delle emozioni disfunzionali e con essi dei comportamenti del paziente. Una delle tecniche utilizzate dalla psicoterapia cognitiva standard tiene in considerazione una sorta di schema A-B-C, con le tre lettere che nello specifico rappresentano le tre condizioni in cui il paziente si può trovare. La lettera A sta ad indicare lo stato Antecedence ed ossia quello in cui si trovava prima del manifestarsi del disturbo. La lettera B sta per Belief ed ossia la convinzione che fa scaturire il comportamento distorto. Tenendo presente questo schema l’obiettivo di questa tecnica è quello di fare in modo che il paziente prenda coscienza di quello che si sta facendo.
Tale tecnica viene usata anche per migliorare la salute mentale di bambini ed adolescenti. Nello specifico risulta essere molto utile per:
• Gestire la rabbia
• Gestire l’ansia
• Forme particolari di parent training
• Auto istruzione
• Rilassamento
• Training delle competenze sociali
• Procedure di condizionamento operante
• Etc..
Per quanti abbiano intenzione o necessità di ottenere maggiori informazioni in merito ai vantaggi della psicoterapia cognitiva, è opportuno e possibile rivolgersi allo studio utilizzando i canali di contatto indicati.


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